66. Proprio in scenari come questi si fanno strada, come dicevo prima, le persone poco preparate, che in situazioni così confuse hanno tutto da guadagnare e, grazie all’amico o parente politico o dirigente, tentano anche con successo di fare carriera.

Anche perché attualmente non esiste nessuna minaccia di licenziamento per il personale poco preparato. Anzi, il posto di lavoro, come in tutta la Pubblica amministrazione, anche in Sanità, tranne in casi rarissimi, è fino a oggi ancora blindato. E così lo Stato con il Ssn, invece di garantire la tutela della salute ai cittadini con personale preparato, per prima cosa tutela il posto di lavoro ai dipendenti, a prescindere dalla loro professionalità. 

Come ha infatti rilevato Marcello Crivellini, docente di Analisi e organizzazione dei sistemi sanitari al Politecnico di Milano, in sanità “molte regole attuali sono orientate ai soli interessi/privilegi di chi vi lavora o di chi ne trae benefici economici, ignorando gli interessi di salute dei cittadini e quelli economici dei contribuenti”75

“Se il malato - come ha evidenziato padre Pierluigi Marchesi - non è al centro dell’Ospedale, al centro degli interessi di tutti gli operatori, religiosi in prima fila, allora altri si mettono al suo posto. Non è raro negli ospedali vedere emergere la centralità del medico, o dell’amministrativo, o del sindacalista o del religioso: tutti usurpatori. Perché il posto centrale in Ospedale non spetta ai medici, né agli infermieri, né agli amministrativi, né alla comunità dei religiosi”.

Quindi “c’è grande bisogno di regole diverse – evidenzia Crivellini – che siano finalizzate alla tutela della salute dei cittadini e dei soldi dei contribuenti invece che degli interessi interni alla Sanità”77

 

67. Del resto nel Ssn ormai quasi tutti i convegni e simposi che si organizzano sono interamente dedicati ai problemi relativi all’organizzazione e al personale. Pochissimi sono dedicati ai cittadini e quando quelle poche volte accade, nella gran parte dei casi si parla quasi sempre di nuovi farmaci, malattie e cose simili che hanno come logico sponsor le case farmaceutiche. Le problematiche dei cittadini, i loro problemi che emergono durante i ricoveri sono quasi completamente ignorati. Un’opera meritoria in questo senso è svolta solo dalle associazioni dei pazienti e soprattutto da Cittadinanzattiva, che, attraverso il Tribunale per i diritti del malato ogni anno realizza un rapporto, Pit Salute, interamente dedicato alle denunce e richiese dei cittadini che hanno subito una ingiustizia o presunta tale nelle strutture sanitarie. 

 

68. La stessa tutela della salute viene quasi sempre trattata in funzione dell’organizzazione. Così quando affrontiamo le tante difficoltà che incontrano i cittadini nelle cure, siamo abituati, a qualsiasi livello, a dare risposte che si rifanno alla crisi economica, al personale demotivato e cose simili. Motivi questi tutti veri, ma ce ne sono anche altri. Raramente in queste occasioni, per esempio, si parla di incapacità da parte dei sanitari nel prendersi cura del malato, del rapporto cittadini-sanitari, dell’umanizzazione delle cure.

Questo è un modo sbagliato di affrontare il problema in quanto il primo impegno di tutti quelli che hanno a cuore la sopravvivenza soprattutto della sanità pubblica dovrebbe essere quello di mettere realmente al centro di tutto il sistema il cittadino malato, colui che si rivolge alle strutture sanitarie con la speranza di guarire. Ma nei fatti, non soltanto a parole, come si sta facendo ormai da lunghi decenni. 

Note: 

75. Crivellini M., Non servono soldi ma nuove regole per rendere efficiente la Sanità, in Il Foglio, 25-10-2013, p.4.
76. P. Marchesi, Umanizzazione, 1983, cit., p.37.
77. Crivellini M., Non servono soldi…, cit.