12. Per la negligenza dei sanitari e anche e soprattutto per la loro incapacità di instaurare un dialogo con il cittadino malato, il Ssn è sottoposto quasi quotidianamente a una continua pressione da parte di avvocati e cittadini che avviano cause in tribunali per essere risarciti dagli errori o presunti tali. 

Avviare un contenzioso legale contro un sanitario, purtroppo, è diventata ormai quasi una moda, un passaggio obbligato comunque dopo un ricovero ospedaliero o una prestazione sanitaria il cui esito non ha soddisfatto le aspettative del cittadino, vittima anche il più delle volte del falso mito dell’infallibilità della medicina. 

Secondo un’indagine promossa dal Consorzio universitario per l’ingegneria delle assicurazioni (Cineas) in collaborazione con Zurich consulting, “sono 320 mila i cittadini, il 4% dei ricoverati, che ogni anno subiscono danni o conseguenze più o meno gravi nelle strutture sanitarie che potrebbero essere evitati. Di questi, una cifra variabile tra le 14 mila (secondo le stime più ottimiste) e le 50 mila (secondo quelle più pessimiste) muoiono a causa di errori compiuti dai medici o causati da una non adeguata organizzazione delle strutture sanitarie”6.

 

13. Ma non tutti avviano un contenzioso legale in quanto si accordano sul risarcimento. In questa sede prenderò in esame solo le denunce presentate in tribunale. In merito non esistono dati certi, ma cercherò di utilizzare studi e ricerche che si avvicinano molto alla realtà. 

Nel 2012 le denunce per presunte gravi colpe di sanitari sono state 12.341, secondo una rilevazione dell’Agenas7, che non comprende comunque i dati della Regione Piemonte. Mentre l’Ania (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici), nello stesso anno ne stima 19.436. Probabilmente, però, riconosce l’Ania, le sue sono stime “approssimate per eccesso” in quanto “attribuibili alla duplicazione delle denunce inviate a una compagnia e riguardanti lo stesso sinistro”8.

Per gli amanti delle statistiche, complessivamente per i risarcimenti di presunta malpractice, “ogni ospedale riceve 61 richieste all’anno, corrispondenti a 1 sinistro ogni dieci posti letto e quasi 1,8 ogni dieci medici” come ha rilevato il report Medmal Italia di March sui sinistri in sanità, che ha analizzato i dati di 965 strutture pubbliche, prendendo in considerazione i casi denunciati dal 2004 al 20129

Inoltre ”i tempi per le denunce sono molto lunghi. Se circa la metà delle richieste di risarcimento danni sono avanzate entro i primi sei mesi dalla data di accadimento dell’evento, molte denunce vengono fatte entro i due anni e alcune anche entro sei anni. Nel corso dei nove anni in esame (2004-2012) sono state chiuse circa il 31% delle richieste danni, mentre resta aperto poco più del 45% di pratiche e un ulteriore 23% circa risulta senza seguito”10

Note: 

6. Cfr. Cineas, Quando l’errore entra in ospedale. Risk management: perché sbagliando s’impari. Le mappe del rischio, i costi, le soluzioni, dossier realizzato in collaborazione con Zurich Consulting, Istituto Nazionale per la Comunicazione, Roma, aprile 2002, p.7.
7. Labella B. e Caracci G., L’indagine Agenas sui modelli regionali di gestione sinistri, intervento al convegno "Sinistri, buone pratiche e responsabilità professionale in sanità", Roma, 29 ottobre 2013. 
8. Cfr. Malpractice, il grande caos, in I dossier Ania, n.2, luglio 2014, p.20.
9.  Valletta S., I risarcimenti costano agli ospedali 150 milioni l’anno, healthdesk.it, 26 febbraio 2014.
10.  Ibidem.