88. In realtà l'attività delle aziende sanitarie dovrebbe ispirarsi anche a questi principi. La finalità di un’azienda non è il profitto, come di fatto avviene oggi, ma la tutela della salute dei cittadini. 

Sono state queste infatti le motivazioni del Legislatore che nel 1993 hanno avviato il processo dell'aziendalizzazione del Servizio sanitario nazionale, trasformando non solo le vecchie Unità sanitarie locali in aziende, ma introducendo tra gli operatori anche un nuovo concetto di qualità delle cure basato sulla gestione appropriata delle risorse disponibili. Non solo. Al centro di tutto il percorso assistenziale della nascente azienda sanitaria viene posto il malato. 

Lo spiegava chiaramente in quegli anni l’autorevole saggio Management of Doctors, nato dall'esperienza del management del National Health Service (Nhs), il sistema sanitario inglese, edito dal British Medical Journal e tradotto in Italia da Esis114. Uno specifico studio riportato nel volume è dedicato proprio alla qualità. E le autrici, Fiona Moss e Pam Garside, rilevano innanzitutto che “i problemi di qualità molto spesso sono il risultato di procedure fallite piuttosto che di incompetenze individuali”115. Poi entrando nel merito sostengono che la qualità delle cure erogate da un'azienda sanitaria dovrebbe basarsi sul concetto della Total quality management (TQM), importato dal mondo dell'industria e degli affari e che si basa sulla gestione totale della qualità da parte di tutti gli operatori e non del singolo professionista. 

Perciò, spiegano le studiose, “tutti gli approcci al miglioramento qualitativo delle cure sanitarie, per avere la possibilità di successo, devono essere integrati. I principi del TQM stanno diffondendosi, e la loro introduzione in un’azienda ospedaliera o sanitaria locale, richiederebbe la gestione di un progetto estensivo. A lungo termine potrebbe anche richiedere importanti cambiamenti organizzativi e culturali, e potrebbe anche non soddisfare le attuali esigenze delle aziende di migliorare la qualità nel breve periodo”116

Lo studio evidenza soprattutto, che, per alcune delle caratteristiche tipiche del TQM, il “cliente” deve essere posto al centro dei processi di cura e in particolare è necessario “rendere prioritaria per tutti le necessità del cliente, definire la qualità in termini di necessità del cliente”117, ecc. 

Del resto, come rilevavano nella prefazione all’edizione italiana, il medico Alberto Andrion e Enrico Bollero, allora segretario nazionale dell’Anaao Assomed, il sindacato più rappresentativo dei medici ospedalieri, “occorre occuparsi (e questo vale per medici e manager!) di vite umane, di sofferenza, di malattie, non della produzione e vendita di beni di consumo. È certamente necessario cambiare, molto si può apprendere dal mondo dell’economia e dell’industria, ma adattando in modo oculato il metodo al fine”118

Quindi quando il processo di aziendalizzazione viene avviato questi erano i principi ispiratori. E mettendo al centro “le necessità” del cittadino malato, la nascente aziendalizzazione della sanità italiana non faceva altro che applicare i principi dell’umanizzazione delle cure. Tutto questo in teoria. Nella pratica invece, come possiamo rilevare oggi, si è puntato dritto al contenimento dei costi senza badare molto alla qualità, all’appropriatezza e sacrificando anche gli obiettivi di salute e l’umanizzazione dell’assistenza. E tutto quello che traspare oggi in qualche struttura sanitaria in merito all’umanizzazione delle cure, lo si deve, purtroppo, esclusivamente all’iniziativa di singoli e valorosissimi professionisti, medici e infermieri.

Note: 

114.  J.Simpson, R.Smith (a cura di), Management medico. Guida pratica alla gestione aziendale, Esis, Roma, 1998. (ed.orig. Management for Doctors, BMJ Publishing Group, London, 1995). 
115.  F.Moss, P. Garside, L’importanza della qualità: condividere le respondabilità per migliorare la cura del paziente, in J.Simpson, R.Smith (a cura di), Management medico, cit., p. 187. 
116.  Ivi, p.177.
117.  Ivi, p.181.
118.  J.Simpson, R.Smith (a cura di), Management medico, cit., p.12.