34. Norme senza logica e comunque non in linea con le leggi italiane. Ma al Gemelli, mi chiedo, siamo in Italia, oppure visto che si definiscono anche adesso “Vaticano 3”, alcuni pensano di operare veramente in zona extraterritoriale? 

Oppure, come avviene molte volte in Italia, per le norme interne esistono due livelli, ovvero la parte teorica messa a punto dalla dirigenza e l’attuazione pratica travisata dal personale? Altrimenti non si spiegano – salvo che non ci sia un altro motivo e gradirei conoscerlo – tutti questi rigidi divieti di cui sono stato oggetto in merito al cadavere. Divieti che sono completamente estranei a quella pietas che una qualsiasi struttura sanitaria deve riconoscere nei confronti dei congiunti dei defunti. E a maggior ragione una struttura che dice di ispirarsi alla dottrina cattolica.

Il necroforo, la stessa persona del giorno prima, porta il corpo di Chiara su una lettiga. Non era coperto da un lenzuolo, come di solito avviene in tutte le strutture sanitarie, ma insaccato in un lenzuolo chiuso, che sembrava cucito anteriormente. Chiara presentava un’espressione diversa da quella che aveva il giorno prima. Aveva il naso schiacciato a destra con la punta tirata in su e il volto molto teso. 

 

35. Chiedo se posso assistere alla vestizione e mi dicono, ancora una volta, che “è vietato”. Di solito la vestizione è compito del personale delle onoranze funebri e tutte le strutture sanitarie fanno assistere anche i familiari36, se questi lo chiedono. 

Nell’indagine pubblicata dal mensile L’Infermiere, la ricomposizione del cadavere nel 57,14% dei casi viene fatta dal personale delle onoranze funebri, nel 28,57% da infermieri o altro personale sanitario (Oss, Ota, ecc.) e solo il 14,29% dei casi dagli operatori delle camere mortuarie, come i necrofori. Ma in oltre il 70% dei casi i familiari che lo chiedono possono assistere e possono anche lavare e vestire il congiunto morto37.

Note: 

36. Mastrilli F., Il governo tecnico dell’ospedale, cit., non riconosce al necroforo questa mansione. Anche nel Regolamento di Medicina necroscopica del Policlinico universitario di Bari (Delibera 629 del 11/5/1999), reperibile su Internet, si legge: “La vestizione della salma e la sistemazione nella bara, avverrà nelle apposite camere di sosta ad opera del personale delle agenzie funebri”. Mentre il Regolamento dell’Azienda ospedaliera universitaria di Modena, Delibera del 4/9/2011, reperibile sempre su Internet, riconosce questa mansione al necroforo, che può avvalersi della collaborazione del personale delle agenzie funebri “qualora – si legge – si presentino esigenze particolari”. Nessuno comunque esclude i familiari che chiedono di assistere.
37. Castagli T., cit., p.45.