64. Oggi i primari vengono purtroppo valutati esclusivamente sugli obiettivi gestionali e il resto del personale sugli “obiettivi prestazionali quali-quantitativi”. 

Nessun accenno quindi al merito professionale e né tantomeno sono previste penalizzazioni per gli incapaci. Anche se la maggior parte del personale è molto qualificato ed eroga prestazioni in maniera appropriata, la valutazione della qualità cui accenna la legge è puramente formale. 

Il merito poi “è ormai un termine – come ha rilevato recentemente una dottoressa in una lettera a quotidianosanita.it – destinato a scomparire dal lessico sanitario”71. Si parla comunque del solo merito gestionale cui punta l’azienda sanitaria, il cui obiettivo ormai non è la tutela della salute, ma solo ed esclusivamente quello di far quadrare i bilanci economici. In questi contesti, parlare di meriti professionali dei sanitari è ormai diventata una vera e propria favola.

Nella lettera viene infatti citata la stortura che si è venuta a creare con i tagli delle strutture complesse i cui dirigenti (ex primari), esclusivamente per le verifiche gestionali, in base al decreto legge 78/2010 possono non essere confermati nell’incarico anche in assenza di una valutazione negativa e destinati ad altro incarico, anche con stipendio inferiore. “È superfluo aggiungere – commenta la dottoressa riferendosi alla sola esperienza gestionale del dirigente – che in tal maniera, tutto quello che è stato apportato, in termine di contributi di competenza, da parte del dirigente che ha superato positivamente i processi di verifica, viene in automatico cancellato”72.

 

65. “In situazioni di tale portata – conclude la lettera - il concetto di meritocrazia in sanità deve essere rivisto e aggiornato ai fini di quelli che possono essere i risvolti futuri di coloro che si trovano a svolgere la professione in una Sanità che nega i meriti alla luce di un'ottica improntata su logiche economiche, che non incentiva il miglioramento”73.

Un panorama alterato in tutti gli aspetti, tanto che ha spinto i sindacati più rappresentativi della categoria, uniti nella cosiddetta Intersindacale medica, a scrivere il 28 aprile 2014 al ministro della Salute Beatrice Lorenzin per reclamare con forza la specificità della professione e con l’occasione denunciare che “le attuali regole sulla carriera e sulla valutazione hanno stravolto completamente la figura professionale del medico che si è trasformato in un burocrate manager, schiavo dei budget imposti dai direttori generali a discapito del rapporto col paziente, trasfigurandone completamente la professione”74

Note: 

71. Genna M.L., Chi sta uccidendo la meritocrazia?, lettera al direttore, in quotidianosanita.it, 8 novembre 2013.
72. Ibidem.
73. Ibidem.
74. La lettera è firmata dai leader sindacali di Anaao Assomed, Cimo Asmd, Aaroi Emac, Fvm, Fassid, Cisl Medici, Fesmed, Anpo-Ascoti-Fials Medici. Cfr. Il Sole 24 Ore Sanità web, Riforma PA, lettera dell'Intersindacale a Lorenzin: "Rilanciare la perculiarità della dirigenza medica", 28 aprile 2014, http://www.sanita.ilsole24ore.com/art/lavoro-e-professione/2014-04-28/ri....