57. Quindi il cittadino non è più soggetto passivo della prestazione sanitaria erogata, ma l’attore principale, il centro stesso della prestazione a cui il medico, l’infermiere e il sanitario in genere devono spiegare, dare informazioni su quello che intendono fare e raccogliere obbligatoriamente il consenso o l’eventuale dissenso alla prestazione. 

“Il consenso alle cure – rileva ancora Ivana Truccolo – da semplicemente informato vuole diventare sempre più ‘consapevole’. I pazienti sono sempre più informati sulla propria condizione di salute e desiderano che medici e infermieri accedano ai risultati delle sperimentazioni cliniche più recenti per proporre loro i trattamenti migliori e al contempo che riservino attenzione alla loro persona. Quest’atteggiamento attivo è forse il dato più indicativo di un’evoluzione socio-culturale irreversibile il cui impatto non è stato ancora sufficientemente compreso”60

 

58. Il malato quindi non è più un paziente, ma è ormai un esigente, come ha chiaramente spiegato in diversi suoi saggi Ivan Cavicchi, professore di Sociologia dell’organizzazione sanitaria e di Filosofia della medicina all’Università Tor Vergata di Roma. “Tipica figura della post-modernità – scrive Cavicchi, che sembra descrivere l’approccio che ha avuto Chiara con la propria malattia – è il soggetto che, proprio in quanto malato, recupera le sue prerogative politiche, etiche, sociali, culturali, esercitandole attivamente. L’esigente incorpora le fragilità del paziente in un nuovo atteggiamento nei confronti della malattia. E lui non si pone più come il classico beneficiario assistito, ma come un contraente che fa transazioni a ogni livello, con il fisco per pagarsi la sanità pubblica, con le assicurazioni per pagarsi quella privata, con il contenzioso legale, con il medico curante, con i servizi ai quali si rivolge”61.

In altri termini il cittadino o, meglio, l’esigente, avendo piena coscienza della propria fragilità, reclama ai medici e ai sanitari di essere ascoltato, di essere trattato come persona e non come numero o come macchina. 

Su questa umanizzazione della relazione con il sanitario, il cittadino non è intenzionato a recedere e proprio per questo rivendica il riconoscimento dei propri diritti e quando si sente trascurato avvia il contenzioso legale.

Note: 

60. Truccolo I., L’informazione, cit., p.16.
61. Cavicchi I., Una filosofia per la medicina. Razionalità clinica tra attualità e ragionevolezza, Edizioni Dedalo, 2011.