69. Del resto, come hanno rilevato Bruno Benigni e Roberto B. Polillo nel saggio Salute e cittadini, “non è difficile trovare un consenso generale su principi quali l’universalità, l’equità, l’appropriatezza e la qualità. I problemi cominciano subito dopo, quando si passa alla loro attuazione ed è qui che le disuguaglianze, gli squilibri, le prestazioni inutili, i privilegi sono coperti dalla passività dello Stato centrale, dalla liceità di ogni potere decisionale, dalla enfatica affermazione delle specificità, dal pluralismo, appunto, dei modelli”78

Proprio per questo in sanità è arrivato il momento di superare la cosiddetta fase iniziale della tutela dei diritti, che il giurista Stefano Rodotà, rifacendosi al lessico giuridico, definisce “astrazione del soggetto”, per avviare una nuova fase di tutela reale che non si limiti a ribadire i principi in generale, ma che ponga al centro i bisogni reali e le fragilità delle singole persone. In pratica, come evidenzia Rodotà, è necessario “liberare la discussione giuridica dall’astrazione del soggetto. L’astrazione del soggetto è servita molto. È servita ad affermare e definire i principi, l’uguaglianza. Ma ha fatto diventare astrazione anche le persone. Adesso invece si deve mettere la persona al centro dell’attenzione”79

 

70. Considerare un’astrazione il cittadino malato, crea a livello pratico problemi nel percorso assistenziale. Perché tutti sono tutti disposti a sottoscrivere i principi. Quando invece occorre applicarli alle singole persone, si diventa impazienti, nervosi, si assume lo stesso comportamento che i sanitari hanno avuto con Chiara. 

Certo la sicurezza del posto di lavoro è una grande conquista, nessuno vuole metterla in discussione, ma in Sanità andrebbe vagliata con molta attenzione, proprio perché potrebbe essere di grande ausilio a quel personale impreparato e negligente. Invece il Ssn è stato istituito per tutelare la salute dei cittadini come bene della comunità non per tutelare il posto di lavoro a furbi e incapaci. 

Quindi, fino a quando continueranno a essere presenti nelle strutture sanitarie, persone riconosciute colpevoli di negligenze e inadempienze, ogni volta che varcheremo l’ingresso di un ospedale sarà come giocare al lotto. Capiti con il medico diligente o con quello negligente? Si vince o si perde. Chiara ha perso tutto.

Note: 

78. Benigni B. – Polillo R.B., Salute e cittadini, Edizioni LiberEtà, Spi-Cgil, Roma, 2007, p.205.
79. Rodotà S., intervento alla presentazione del libro “Con le periferie nel cuore” di Raffaele Luise, Roma, Centro Russia Ecumenica, 7 aprile 2014. Cfr. Rodotà S., Il diritto di avere diritti, Laterza, Roma-Bari, 2012, pp. 183-188.