29. Arriviamo all’obitorio. Uno stanzone che mi ha fatto pensare più a un magazzino per accatastare oggetti inservibili o addirittura rifiuti che a un ambiente dedicato ad accogliere i corpi senza vita dei pazienti del policlinico. L’ambiente in questo caso dimostra quanta attenzione viene data all’evento. 

Il corpo di Chiara viene spostato dal necroforo su una lettiga, un po’ vecchiotta, con qualche chiazza di ruggine ai lati. Si vede proprio adesso che stiamo in un ambiente di rifiuti, penso. Altro che sacralità del cadavere. Chiedo al necroforo se posso vegliare il corpo, mi dice che non è possibile. È vietato. Non so da chi, ma è vietato vegliare con la preghiera il corpo di mia moglie in una struttura sanitaria che si definisce cattolica e addirittura “Vaticano 3”.

 

30. Nelle strutture sanitarie “laiche”, invece, questa pratica che la Chiesa definisce di “pietà popolare” è permessa in oltre il 70% dei casi, dal momento in cui avviene il decesso. Lo rileva un’indagine pubblicata dal mensile dell’Federazione Nazionale Collegi Infermieri professionali, Assistenti sanitari, Vigilatrici d’infanzia (Ipasvi), L’Infermiere, e che si riferisce a un bacino limitato, ovvero alle aziende sanitarie dell’Area Vasta Sud-Est della Toscana, ma che è molto indicativa in quanto questo tipo di indagine vengono avviate raramente. “Le camere mortuarie – scrive infatti l’Autrice dell’indagine, Tiziana Costagli – sono considerate un mondo a sé, lontano dall’universo ospedaliero”30

Esattamente nel 28,57% delle strutture sanitarie è consentita una veglia di preghiera continua giorno e notte, mentre nel 42,86% delle strutture è consentita solo nell’orario di apertura dell’obitorio31

L’indagine si conclude con raccomandazioni che l’Autrice ha raccolto tra gli stessi operatori sanitari. Viene suggerito in primo luogo di “organizzare stanze di commiato funzionali e confortevoli, dove i familiari possono piangere e pregare il proprio caro nel rispetto della propria privacy e dignità” e poi di “consentire che in ogni presidio ospedaliero, 24 ore su 24, possa essere svolta la veglia funebre”32

Note: 

30. Costagli T., Il vissuto degli operatori sanitari delle camere mortuarie, in L’infermiere, 2011, n.1, pp. 45-46.
31. Ivi, p. 45.
32. Ivi, p. 45.