61. Alla fine mi sono fatto un’idea molto critica in quanto questo tipo di organizzazione avvantaggia, come ho illustrato prima, solo i mediocri. Ho dato ragione a tanti medici e infermieri bravi che molte volte, in occasione di convegni e incontri, mi hanno detto – a me allora incredulo – che il processo di aziendalizzazione portato all’estremo e travisato nei principi fondanti64,  premia e fa fare carriera soprattutto al personale professionalmente mediocre. Nel senso che l’aziendalizzazione in sanità nella pratica si basa sull’efficienza del lavoro (che significa in soldoni più prestazioni in poco tempo) e sull’economicismo (più prestazioni a minor costo). 

Si basa quindi su una vera e propria presa in giro per il cittadino malato, in quanto, come spiega padre Pierluigi Marchesi, “la più alta efficienza possibile non deve mai e poi mai divenire pretesto per sottrarre al malato la nostra personale attenzione e quella dei nostri collaboratori”65. Non è un caso, evidenzia ancora Marchesi, che “l’Ospedale disumanizzato e disumanizzante non sfugge a un duplice destino: diventare carcere o azienda, anche se moderna"66. E questo caso accade quando l’azienda sanitaria pensa solo al profitto.

“Che cosa distingue – si chiede Marchesi – un’azienda da un ospedale? Il fatto che l’Ospedale produce salute, non solo risultati economici. Vuol produrre benessere per un uomo che è in stato di malessere. La disumanizzazione dell’Ospedale-azienda è molto difficile da vedere di primo acchito. In genere l’Ospedale è bello, moderno, costruito da poco, ricco di malati. Ma l’umanità c’è? Dov’è l’umanità se si dedicano ore per fare bilanci e pochi minuti per discutere dei malati, dei loro problemi anche assistenziali?”67.

In questo contesto, grazie a un sistema di selezione molto approssimativo e di fatto inesistente, hanno iniziato a farsi largo e quindi a far carriera professionisti poco preparati, in grado di applicare alla lettera questo alterato efficientismo, che in prospettiva danneggia molto sia l’azienda sia il Ssn, in quanto non affronta realmente la malattia ma la rinvia sine die. 

Come ha rilevato il Libro bianco sulla corruption in sanità, “il sistema delle assunzioni e delle nomine è spesso lottizzato politicamente e non sempre segue il criterio della selezione per meriti e competenze. Il danno è più qualitativo che economico. È difficile da misurare, ma contribuisce certamente alla penalizzazione di efficienza ed efficacia. Infine, il danno sviluppa assuefazione al crimine che è, a sua volta, generatore di corruzione”68

 

62. Alcune volte ci troviamo quindi davanti a prestazioni di qualità molto bassa perché erogate in pochissimo tempo da personale mediocre. In una visita medica che dura in media appena otto minuti, come ha rilevato il Corriere della Sera69, un medico poco preparato diventa un luminare, quasi un candidato al premio Nobel della medicina. Non spiega perché ha “poco tempo”, dice e non dice, prescrive un numero spropositato di esami diagnostici e rimanda il paziente a una nuova visita, sempre di otto minuti. Così tra i tanti esami prescritti al cittadino, che tanti benefici portano all’azienda, e la falsa efficienza, questo medico continua a prosperare indisturbato e imbocca paradossalmente anche la strada giusta per fare carriera. 

Il suo modo di operare porta infatti un non indifferente contributo economico alla struttura sanitaria. E questo, vuoi o non vuoi, la dirigenza dell’azienda sanitaria lo tiene molto presente quando deve affidare i nuovi incarichi dirigenziali. 

Note: 

64. Per i principi che hanno motivato nel 1993 l’avvio dell’aziendalizzazione del Ssn vedi paragrafo 88.
65. P. Marchesi, Umanizzazione, 1983, cit. p.49.
66. Ibidem, p.46.
67. Ibidem, pp.48-49.
68. Forresu W., Impatto sistemico complessivo della corruzione in Sanità, in Libro bianco sulla corruption, cit., p.91.
69 Remuzzi G., Medici e pazienti: 8 minuti insieme sono troppo pochi, in Corriere della sera - La Lettura, 5-01-2014, p.5.