87. Le leggi che regolano tutta l’organizzazione del Ssn prevedono anche il monitoraggio relativo alla “personalizzazione e umanizzazione dell’assistenza”. 

L’umanizzazione delle cure è continuamente ribadita. In molte strutture sono stati avviati in proposito progetti sperimentali. 

Nel Libro bianco della Buona Sanità112, promosso dalla Fiaso in collaborazione con l’agenzia di stampa Ansa, la parte dedicata proprio al rapporto medico-paziente contiene 14 progetti, uno dei quali riguarda l’umanizzazione delle cure.

Nelle Carte dei servizi degli ospedali si ribadisce l’importanza dell’umanizzazione delle cure.  Lo fanno anche  le “Relazioni sullo stato sanitario del Paese” che il ministro della Salute presenta al Parlamento a cadenza annuale o biennale. Però l’umanizzazione delle cure, come oggi viene enunciata dalle leggi vigenti, non va oltre le comodità e agevolazioni pratiche per i pazienti e i loro familiari. 

Invece, come rileva padre Pierluigi Marchesi, “Umanizzare l’Ospedale non è come stendere una mano di vernice sulle pareti di una casa; significa intervenire in modo radicale sulla struttura della stessa casa. Fuor di metafora: l’umanizzazione dell’Ospedale non è un qualcosa da fare in più, in aggiunta! È un’azione che ribalta i rapporti, le comunicazioni, il potere, la vita affettiva nell’Ospedale, in quanto rapporti, potere, comunicazioni e sentimenti sono rivolti al malato, al suo benessere: il malato è al centro dell’Ospedale umanizzato, e finalmente può ricevere risposte non solo scientifiche o tecniche, ma anche umane”113.

Note: 

112.  Cfr. Libro bianco della Buona Sanità, Fiaso in collaborazione con Ansa, Edizioni Iniziative sanitarie, Roma, 2013, pp. 164-182.
113. P. Marchesi, Umanizzazione, 1983, cit., p.103-104.