112. La legge 38/2010 invece obbliga i medici a rilevare il dolore ai malati nelle condizioni di Chiara. L’articolo 27 della legge ha infatti come titolo: “Obbligo di riportare la rilevazione del dolore all’interno della cartella clinica”. E al primo comma si legge: “All’interno della cartella clinica, nelle sezioni medica e infermieristica, in uso presso tutte le strutture sanitarie, devono essere riportate le caratteristiche del dolore rilevato e della sua evoluzione nel corso del ricovero, nonché la tecnica antalgica e i farmaci utilizzati, i relativi dosaggi e il risultato antalgico conseguito”. 

Tutto questo in quel reparto era completamente sconosciuto, proprio per questo tutto il personale sanitario è stato inadempiente e negligente. 

Invece il manifestarsi del dolore poteva essere l’occasione per avviare la consulenza nel reparto con i medici delle cure palliative proprio come previsto dal decreto della Regione Lazio. Il dolore che accusava Chiara è stato affrontato invece in maniera molto superficiale e con gravi inadempienze agli obblighi previsti dalla specifica legge. Una grave negligenza che non può essere giustificata in nessun modo.