38. Questa storia ha inizio due settimane prima. Quando lunedì 23 luglio 2012 intorno alle 8 del mattino Chiara entra nel policlinico per sottoporsi a una paracentesi a causa di un’ascite che dall’inizio di maggio, insieme a una tosse continua, le dava molto fastidio. Fatta la paracentesi, sarebbe dovuta tornare a casa nel pomeriggio. La sera aveva un impegno. 

Impegno, invece, che ha dovuto disdire in tarda mattinata in quanto le analisi del sangue hanno rilevato un valore altissimo di bilirubina. Chiara quella mattina aveva infatti un colorito giallo intenso. Proprio da questo fatto imprevisto è iniziato il conto alla rovescia della sua vita terrena. Era mezzogiorno di lunedì. Il lunedì di due settimane dopo a quella stessa ora, Chiara era già morta, da un bel po’ di ore.

Visto che il ricovero veniva fatto in regime di Attività libero professionale intramuraria (Alpi), Chiara ha chiesto che tra il personale che seguiva il suo ricovero non dovevano esserci né una dottoressa che in un precedente ricovero si era comportata in maniera molto superficiale, né un’infermiera che il mese prima le aveva causato un ematoma al braccio. Invece queste due sanitarie sono state quelle più presenti, dall’inizio del ricovero fino a dopo la morte!

 

39. Che le cose non andassero per il verso giusto, Chiara se ne è accorta subito, sin dal primo giorno, e me lo ha fatto notare. A prescindere dalla presenza delle due sanitarie che non voleva, al piano superiore poi stavano facendo dei lavori e gli operai facevano un rumore infernale che dalle 7 del mattino andava avanti fino al tardo pomeriggio. Inoltre il medico curante non aveva nemmeno preso in considerazione la tosse che Chiara continuava ad avere.

Ma la cosa che Chiara non sopportava erano le lunghe attese a qualsiasi sua richiesta e, cosa ancora più grave, che nessuno l’ascoltava. Molte volte mi diceva che aveva l’impressione di parlare da sola e non con il personale. 

Eppure il prendersi cura in Italia non è ribadito solo dai codici etici e deontologici. È un obbligo per il professionista sancito dalla legge. 

Ma con Chiara al Gemelli tutto ciò è stato continuamente ignorato. Come se ai medici e agli infermieri fosse stata riconosciuta una sorta di deroga.