44. Se analizziamo questa prestazione erogata a Chiara utilizzando alcuni indicatori della misura economica degli interventi in sanità, emerge un grado di inappropriatezza molto alto, a tutti i livelli. Il fatto innanzitutto che i drenaggi siano stati tolti dopo meno di 24 ore e siano rimasti chiusi tutta la notte, sotto il profilo clinico non ha avuto nessun effetto aggiuntivo rispetto a una normale paracentesi. Sotto il profilo economico poi è stata una prestazione più costosa rispetto a una normale paracentesi, in quanto quest’ultima poteva essere erogata a livello ambulatoriale o, nel caso di Chiara, addirittura nella sua stanza. Quindi sotto il profilo costo-beneficio non ha registrato nessun vantaggio. E la stessa cosa possiamo rilevare anche per quanto riguarda il profilo costo-efficacia in quanto Chiara con questa prestazione non ha ottenuto nessun beneficio aggiuntivo, rispetto a una normale paracentesi. In merito poi al rapporto costo-utilità si deve evidenziare che è stata una prestazione erogata contro il parere del cittadino e ha avuto effetti negativi sulla sua psiche e su quel clima di serenità che i sanitari invece hanno l’obbligo di garantire ai malati40

 

45. In una struttura d’eccellenza personale che eroga prestazioni così inappropriate e costose è ingiustificabile sotto tutti i punti di vista. Non solo. È stato anche falsato il rapporto con il cittadino che è il cardine dell’assistenza, in quanto il sanitario si è rivelato infedele nei confronti delle richieste del malato. Padre Pierluigi Marchesi, che da tutti è considerato il padre dell’umanizzazione in Sanità41 su questo specifico atteggiamento nella ormai storica opera “Umanizzazione” (1981) si è espresso molto chiaramente. “Io penso – ha dichiarato - che l’infedeltà nei confronti del malato, e quindi la disumanizzazione dell’ospedale e dell’assistenza, dipenda anche dal profondo ostacolo che mettiamo tra noi e il malato. Una barriera conoscitiva ed affettiva, che ci porta a non riconoscere più il malato, a non dargli la nostra attenzione, ma a fuggire e a rifugiarci nel ruolo, nella professionalità. Non so fino a che punto la barriera conoscitiva sia causa od effetto di quella affettiva. Sono sicuro però che tale barriera impoverisce la relazione tra noi e il malato”42.

Note: 

40. Per la misura economica degli interventi in sanità cfr. Drummond MF, Schulper MJ, Torrance GW, O’Brien B, Stoddart GL. Methods for the economic evaluation ofhealth care programmes, New York, Oxford University Press. 2005; Higgins JPT, Green S, Cochrane handbook for systematicreviews of interventions. Version 5.01., The Cochrane Collaboration. 2008; Fattore G., Associazione Italiana di Economia Sanitaria, Proposta di linee guida per la valutazione economica degli interventi sanitari, Vol. 10, N. 2, Aprile-Giugno 2009. Tutti questi testi sono analizzati in Citraro L., Di Vagno R., Giuliani G., Iannella M.L., Marino R. e Terranova F, Health Technology Assessment: un Ponte tra la scienza e il policy making, Fondazione Istud, 2013.
41. Gian Maria Comolli, Manuale di medicina umanistica, 2014, cap.15, 2.1, in http://www.gianmariacomolli.it/sito/wp-content/uploads/2014/01/CAP.-15-Q....
42. P. Marchesi, Umanizzazione, Centro Stampa Fatebenefratelli, Roma, 1983, p.38. Anche in P. Marchesi, Umanizzazione. Storia e utopia, Elledici – Editrice Velar, Ordine Ospedaliero “S.Giovanni di Dio” – Fatebenefratelli, Roma, 2006, p.54.