74. “Parlare di umanizzazione della medicina – rileva Carlo Lorenzo Cazzullo, professore emerito di Neuropsichiatria dell’Università degli studi di Milano – dovrebbe suonare pleonastico, dal momento che alla luce del senso comune è difficile pensare a una medicina che non sia umana, sia nei metodi di intervento sulle persone malate, sia nella persona dei curanti, medici o infermieri. Ma, come è stato affermato da qualcuno, il senso comune risulta essere il meno comune dei sensi e di questa difettosità ne sono testimoni le persone che a causa dei loro malanni entrano in contatto con le istituzioni della medicina e i medici che entrano in tali istituzioni”84.

Un aspetto molto delicato della cattiva organizzazione che ha caratterizzato la degenza di Chiara al Gemelli è stata infatti la totale negligenza da parte del personale proprio del prendersi cura del malato e quindi dell’umanizzazione dell’assistenza. Aspetti questi che, come si legge nel XV Rapporto Pit Salute 2012, promosso dal Tribunale per i diritti del malato – Cittadinanzattiva, rappresentano “l'essenza stessa del servizio sanitario: le strutture ed i medici sono creati per il paziente, e verso quest’ultimo sono tenuti ad operare garantendo il massimo possibile in termini di soddisfazione delle esigenze e rispetto della dignità”85

 

75. Il prendersi cura, specialmente nella sua fase iniziale ma anche durante tutto il processo assistenziale, è un momento, nella gran parte dei casi, come abbiamo visto nelle pagine precedenti, quasi completamente trascurato. I medici più onesti dichiarano tranquillamente che il più delle volte non viene dedicata la dovuta attenzione per i ritmi di lavoro molto serrati imposti dall’azienda sanitaria. La famosa “efficienza”. 

Una carenza, questa, molto avvertita dai malati e anche da molti medici. Tanto che da qualche anno vengono organizzati incontri al di fuori delle strutture sanitarie o dell’orario delle cure, sponsorizzati alcune volte in modo encomiabile anche dalle case farmaceutiche, proprio per permettere a malati e medici di dialogare e instaurare quel rapporto che l’ospedale ormai nega. A tale proposito segnalo, per esempio, l’iniziativa “Oncostories” nata con l’obiettivo di richiamare l’attenzione proprio sul valore curativo del dialogo tra medici e pazienti durante l’esperienza della malattia oncologica86.

Iniziative, ripeto, encomiabili in quanto cercano di colmare un vuoto presente in modo arbitrario nelle strutture sanitarie. In contrasto con la legislazione italiana che stabilisce invece tutto l’opposto. 

 

76. Il prendersi cura è garantito anche dai principi del Ssn, che sono universalità, equità e uguaglianza. Nel senso che l’accesso alle prestazioni sanitarie deve essere equo e uguale per tutti. E per garantire questa uguaglianza il sistema, e in particolare il personale sanitario, devono rimuovere al cittadino non solo le cosiddette disuguaglianze sociali87 ma anche tutti gli ostacoli (psicologici, fisici, culturali, ecc) che gli impediscono, soprattutto nel momento della malattia, di essere pienamente cosciente delle prestazioni che gli vengono erogate. Praticamente il personale deve prendersi cura, prendere in carico il malato e non abbandonarlo a se stesso. 

La prima cosa che il cittadino desidera dal medico è proprio essere tenuto in considerazione, non trascurato né tantomeno abbandonato e maltrattato.

Note: 

84. Cazzullo C.L., Umanizzazione della medicina e risorse, in Atti del Convegno Etica, economia e salute, Azienda ospedaliera – Ospedale San Paolo, Milano, 21 Marzo 1997, p.65.
85. XV Rapporto Pit Salute 2012, Servizio Sanitario Nazionale e cittadini: lo Stato (A)sociale, Roma, 2012, p.109.
86. ONCOstories è un progetto promosso da Salute Donna onlus e dalla Società italiana di Psico-oncologia con il supporto non condizionato di una casa farmaceutica. L’iniziativa si articola in un ciclo di incontri in diverse città tra esperti, pazienti oncologici e familiari, che si confrontano sui principali problemi che possono presentarsi durante il percorso di cura. Fulcro di questi appuntamenti è la proiezione di Insieme, un cortometraggio liberamente tratto da una storia vera. A Roma l’iniziativa è organizzata dai medici oncologi dell’Azienda ospedaliera Sant’Andrea, degli Istituti Fisioterapici Ospitalieri e del Policlinico Gemelli.
 
87. “Nel sistema sanitario i punti maggiormente sensibili alle disuguaglianze sociali sono i diversi meccanismi di controllo della domanda (ticket ed esenzioni, liste di attesa e criteri di priorità), quelli di controllo dell’offerta (allocazione delle risorse, definizione dei Livelli essenziali di assistenza), e la gestione dell’appropriatezza, qualità e continuità delle procedure e della conduzione dei percorsi assistenziali”. Cfr. Costa G., Promuovere equità di salute e di sanità in Italia, in Costa C. et al. (a cura), L’equità nella salute in Italia. Secondo rapporto sulle diseguaglianze sociali in sanità, Fondazione Smith Kline, Franco Angeli, Milano, 2014, p.34