71. Ignazio Marino, quando ricopriva l’incarico di presidente della Commissione d’inchiesta del Senato sul Servizio sanitario nazionale, sosteneva la necessità di introdurre in Italia una valutazione del merito professionale per tutto il personale sanitario. A sostegno di questa sua proposta ricordava alcuni episodi della propria esperienza di medico negli Usa. 

Il primo è quello dell’esame Speciality Boards a cui sono sottoposti i medici ogni dieci anni. Non è un esame formale, ha precisato in più occasioni Marino, ma un vero e proprio esame di Stato, dove molti vengono bocciati e finché non lo superano vengono penalizzati professionalmente.

L’altro esempio che ha sempre raccontato è che negli Usa i medici non possono erogare tutte le prestazioni senza averne esperienza pratica, come avviene in Italia. Nel nostro Paese infatti, come ha evidenziato il 12 ottobre 2008 la trasmissione televisiva di Report, in un servizio dedicato alla Sanità, “non occorrono né specializzazioni né idoneità, perché a rigor di legge, tutti i medici possono far tutto, eccetto anestesia e radiologia, nate successivamente e quindi vincolate all’obbligo di una specializzazione”80

“Negli Stati Uniti – ha raccontato Marino nella stessa trasmissione di Report – per esempio io, nell’università nella quale sono ancora professore di chirurgia, posso eseguire, farà sorridere, un trapianto di fegato ma non posso eseguire un intervento per emorroidi perché non posso eseguire qualcosa sulla quale non ho un’esperienza recente”81. Per ogni prestazione chirurgica è infatti necessario negli Usa che il medico esegua un minimo di 25 interventi di quel tipo ogni anno.

Note: 

80. Corsetti G., Il primario, Report, Rai Due, 12 ottobre 2008.
81. Ibidem.