77. Giacomo Mottura, insigne anatomopatologo e professore emerito dell’Università di Torino in una delle sue ultime pubblicazioni, Il giuramento di Ippocrate. I doveri del medico nella storia (1986), per spiegare chiaramente il concetto del prendersi cura e la dedizione che il medico deve avere nei confronti del sofferente, cita un brano del cosiddetto Codice cinese della dinastia Hang (200 a.C – 220 d.C) ispirato dal pensiero taoista, che riporto quasi integralmente:

“Un grande medico, quando assiste un infermo, deve mantenersi calmo e deciso. Non deve provare avidità. Deve avere sentimenti di compassione per l’ammalato e impegnarsi ad alleviare le sofferenze qualunque sia il ceto. Aristocratico o uomo comune, povero o ricco, vecchio o giovane, bello o brutto, nemico o amico, concittadino o forestiero, educato o ineducato, chiunque deve essere trattato egualmente. Egli deve guardare alla miseria dell’infermo come se fosse la sua propria e preoccuparsi di rimuovere il dolore, trascurando disagi come chiamate notturne, cattivo tempo, fame, stanchezza e altri. Pure casi ripugnanti (…) devono essere trattati senza la minima antipatia. Chi segue questo principio è un grande medico, se no è un grande ladro (…)”88.

Note: 

88. Mottura G., Il giuramento di Ippocrate. I doveri del medico nella storia, Editori Riuniti, Roma, 1986, p.30.