128. Per dare un ulteriore segnale forte e immediato affinché casi come questo di Chiara non accadano più è necessario istituire in ogni struttura sanitaria anche un garante per la tutela della dignità del malato. Una figura che, pur operando nella struttura 24 ore su 24, dovrebbe essere esterna alla struttura stessa e al Ssn. In pratica una figura terza proveniente da associazioni dei cittadini e/o dei pazienti.

Il suo autorevole ruolo deve essere riconosciuto dalla struttura in quanto sarà questa figura a mediare in quelle situazioni critiche dove a detta del malato è a rischio la propria dignità. L’intervento del garante dovrebbe essere immediato e incisivo.

Questa proposta nasce dalla mia esperienza durante il ricovero di mia moglie. Pur essendo a conoscenza delle leggi e dei regolamenti, quando Chiara è stata dichiarata malata terminale sono diventato una persona senza nessuna reazione. La presenza invece di una figura con un ruolo così incisivo nella struttura sarebbe stato per me di grande ausilio, anche psicologico.

In pratica il garante dovrebbe monitorare l’erogazione dell’assistenza in modo particolare ai malati gravi ricoverati nella struttura e, laddove rileva inadempienze e/o negligenze, contattando i sanitari, si attiva affinché venga ripristinato in tempi brevi il decorso assistenziale appropriato.

Questa figura sarebbe innanzitutto di grande ausilio ai malati e familiari poiché, provati dal grave evento, sono incapaci di reagire e intraprendere iniziative immediate ed efficaci per contrastare eventuali negligenze. E sarebbe anche di ausilio alla struttura sanitaria in quanto bloccherebbe sul nascere eventuali malpractice che sarebbero, subito dopo il ricovero, quasi sicuramente oggetto di contenzioso legale.