8. Proprio davanti all’errore imprevedibile il legislatore sta alleggerendo le conseguenze. Il medico oggi, come prevede infatti il provvedimento emanato nel 2012 dal ministro della Salute pro tempore Renato Balduzzi2, se “nello svolgimento della propria attività si attiene a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica non risponde penalmente per colpa lieve”3. Lo ha chiaramente spiegato Giovanni Leonardi, direttore generale delle Professioni sanitarie e delle Risorse umane del Ssn del Ministero della Salute, in occasione della Giornata di studio “Sinistri, buone pratiche e responsabilità professionale in sanità”, promossa a Roma dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) il 29 ottobre 2013.

“Non era e non voleva essere – ha aggiunto Leonardi – una riforma organica della responsabilità professionale del personale sanitario, ma certamente è servita a scuotere il sistema, a riproporre la necessità di una specifica disciplina in materia, al fine di deflazionare il contenzioso giudiziario, contenere la spesa assicurativa e ridare serenità al rapporto tra il medico e il paziente”4

 

9. Quasi tutti i sanitari nell’esercizio della propria professione sono coscienti delle conseguenze che provocherebbe al malato una distrazione o negligenza. 

Nonostante tutto però – anche perché la medicina non è infallibile - possono verificarsi complicanze impreviste, in alcuni casi anche letali per il cittadino malato. In questo caso – e solo in questo! – dopo i dovuti accertamenti, il medico dovrebbe essere dichiarato non colpevole proprio per il fatto che la medicina, anche oggi, non è una scienza esatta. E durante una cura possono verificarsi eventi imprevedibili che possono essere anche fatali per il paziente. 

Praticamente per questi casi, come ha proposto recentemente la Cimo, un sindacato di categoria dei medici, sarebbe auspicabile passare “dal sistema blame, che cerca di trovare il grado di colpevolezza del medico, al sistema no blame, per poter risarcire il paziente di fronte all’evento avverso, senza necessariamente trovare la colpevolezza del professionista medico”5.

Il caso di Chiara è invece tutto l’opposto in quanto è caratterizzato da negligenza protratta nel tempo. E con questo tipo di negligenza ci troviamo davanti una situazione completamente diversa, opposta, dove dovrebbe valere invece il sistema blame

 

Note: 

2. Art.3 del decreto legge 158/2012 convertito con modificazioni nella legge 189/2012 sulla Responsabilità professionale dell’esercente le professioni sanitarie, pubblicato nella “Gazzetta Ufficiale” del 13 settembre 2012, n.214.
3.  Cfr. Il contenzioso nel settore sanitario nella nuova normativa, sintesi a cura di Monica Marzano, in Monitor, anno XII, n.34, Dicembre 2013, p.25.
4.  Ibidem.
5.  Cfr. Addio alla medicina difensiva, la ricetta “No blame” firmata Cimo, Il Sole 24 ore Sanità web, 6 ottobre 2014, http://www.sanita.ilsole24ore.com/art/lavoro-e-professione/2014-10-06/ad....