116. Il cerotto alla morfina, in abbinamento con altri antidolorifici, viene di solito prescritto dopo un’attenta e accurata rilevazione del dolore da parte del medico. Non solo. Secondo la più accreditata letteratura scientifica internazionale in materia, come rileva il Libro bianco sul dolore cronico, “la mancanza di un approccio basato sul meccanismo patogenetico del dolore, l’inserimento di audiuvanti senza una specifica indicazione, il passaggio graduale – basato solo sull’intensità del dolore – a farmaci oppiacei deboli e forti rappresentano dei limiti talmente importanti da sconsigliare l’utilizzo”154. Come del resto raccomandano le Linee guida dell’Aiom155, Esmo156 ed Eapc157 proprio per favorire “una maggiore appropriatezza terapeutica”158. Pertanto “l’individuazione del farmaco… deve adattarsi al tipo di meccanismo che sostiene il dolore e alle caratteristiche anamnestiche del paziente stesso, nel tentativo di mantenere la massima adesione terapeutica, associando efficacia e tollerabilità. L’appropriatezza terapeutica in terapia del dolore, quindi, deve accogliere l’invito della medicina moderna a tentare la massima personalizzazione della terapia alla luce della complessità della malattia e del malato stesso”159. Inoltre le suddette linee guida, tra l’altro, “impongono il divieto… di impiego di paracetamolo in caso di insufficienza epatica o epatopatia cronica”160.

Aver applicato quindi a Chiara il cerotto alla morfina e somministrato altri antidolorifici senza una rilevazione del dolore da parte del medico, come obbliga la legge 38/2010, è stata una decisione di gravissima superficialità e negligenza. Decisione che non so se sia stata dettata dall’ignoranza o da qualche altro motivo. E vorrei sapere anche questo. 

117. La mancata raccolta, poi, del consenso informato da parte del medico curante aggrava ulteriormente l’erogazione di questi antidolorifici. Perché era necessario da parte del medico chiedere a Chiara il consenso? Perché il medico doveva spiegarle i rischi che comportava l’applicazione del cerotto alla morfina e la somministrazione contemporanea di altri antidolorifici per via endovenosa. E Chiara nella mattina del 5 agosto, prima della somministrazione di questi medicinali, era nelle condizioni mentali di dare o meno il consenso. Oppure Chiara per i sanitari di quel reparto del Gemelli, in quanto malata terminale, aveva perso ormai anche tutti i diritti e lo status di cittadina italiana? 

La Suprema Corte di Cassazione si è espressa in questo caso in maniera molto esaustiva, evidenziando la necessità che il consenso non può essere dato solo una volta ma di fronte “a scelte operative diversificate, ognuna delle quali presenti rischi diversi, l’obbligo dell’informazione si estende anche alle singole fasi e ai rispettivi rischi”161.

Note: 

154. Allegri M., Il dolore cronico: caratteristiche, fisiopatologia e trattamenti, in Libro bianco del dolore cronico, cit., p.15.
155. Associazione italiana di oncologia medica (AIOM), Linee guida: Terapia del dolore in oncologia, in Linee Guida dell’Oncologia italiana 2012, pp.1345-1434.
156. Ripamonti C.,Santini D., Marzano E. et al: ESMO Guidelines Working Group. Management of cancer pain: ESMO Clinical Practice Guidelines, Ann. Oncol. 2012;23 Suppl.7:vii139-54.
157. Caraceni A., Hanks G., Kaasa S, et al; European Palliative Care Research Collaborative (EPCRC); European Association for Palliative Care (EAPC). Use of opioid analgesics in the treatment of cancer pain: evidence-based recommendations from the EAPC, Lancet oncology 2012;13(2): e58-68.
158. Allegri M., Il dolore cronico…, cit, p. 15.
159. Ibidem.
160. Ivi, p. 19.
161. Suprema Corte di Cassazione, Terza Sezione civile, sentenza n.364 del 15 gennaio 1997.