59. Nei giorni del ricovero di Chiara ho osservato con molta attenzione il personale sanitario. Come lavorava, come trascorreva i momenti di lavoro meno intenso. I turni di mattina, pomeriggio, notte, oppure quelli continuativi di ben 24 ore.

Dal punto di vista organizzativo ho rilevato una grande confusione. Non c’era tra il personale un modo di operare omogeneo. Questa eterogeneità era dovuta probabilmente all’intercambiabilità continua del personale facente capo al reparto solventi con il personale di un vicino reparto “istituzionale”, cioè convenzionato con il Ssn. 

Come evidenziano studi internazionali citati in uno specifico articolo pubblicato sul mensile L’Infermiere, “quando il carico di lavoro infermieristico è elevato, diminuisce la sorveglianza dei pazienti e aumenta il rischio degli eventi avversi”62

Questo modo di organizzare il lavoro infermieristico del reparto è stato la causa di numerose difficoltà logistiche e assistenziali che hanno penalizzato molto Chiara rendendo più difficoltosa la degenza. Questa soluzione, presa probabilmente per motivi economici, non è stata valutata e monitorata con attenzione. E ciò ha avuto ricadute sulla qualità dell’assistenza erogata. 

 

60. Ho continuato a osservare poi l’impegno del personale nei confronti del malato. Se rispondeva in maniera chiara e completa alle richieste dei ricoverati o dei familiari e in che modo. Una giovane infermiera alla mia domanda su quale medico aveva prescritto un farmaco a Chiara, ha risposto che la firma era illeggibile. Ho sorriso. Appena vengono assunti – ho pensato – il primo corso che frequentano è quello dove imparano “come rispondere ai pazienti senza dire niente”. Invece l’infermiere aveva l’obbligo non solo di dirmi il medico prescrittore ma anche di fornirmi notizie dettagliate e complete sulla terapia63.

Note: 

62. Orlandi C., Organici degli infermieri e mortalità ospedaliera, in L’Infermiere, 2011, n.3, pp.11-14.
63. Cfr. Dpcm 19 maggio 1995, Schema generale di riferimento della “Carta dei servizi pubblici sanitari”, in Gazzetta Ufficiale, serie generale n.125, 31 maggio 1995, S.O. n.65, allegato 7, artt. 3-4.