124. Gli errori in Sanità nel corso degli ultimi anni sono diventati una delle criticità del sistema, apparentemente di difficile soluzione, quando in realtà si rileva una sproporzione enorme tra le tante parole che si fanno e i continui convegni che si organizzano e il numero bassissimo dei sanitari riconosciuti colpevoli di malpractice e/o negligenza. 

Se noi incrociamo infatti le 12 mila denunce rilevate nel 2012 dall’Agenas162 o circa 20 mila rilevati dall’Ania163, con i dati elaborati dall’Istituto di Medicina legale dell’Università Cattolica di Roma, secondo cui solo l’1% delle denunce si trasforma in condanna ai sanitari164 ricaviamo una cifra irrilevante, tra 120 e 200. Praticamente sono più o meno tra 120 e 200 i sanitari che vengono riconosciuti colpevoli ogni anno a vari livelli, sia civile che penale. Rispetto a circa 1 milione di sanitari che operano sia nella sanità pubblica che privata, questa cifra rappresenta un dato quasi da non tenerne conto, irrilevante, da trascurare. Se non fosse che l’operato negligente di questi personaggi è causa di morte o di danni a vite umane. 

Proprio per questo dovrebbe essere esercitato maggiore rigore contro questi sanitari. E applicare una semplicissima regola: allontanarli definitivamente perché inadeguati professionalmente al ruolo che ricoprono.

Perché questi soggetti possono continuare a operare in una struttura sanitaria? Voi vi fareste curare da un medico condannato per malpractice o negligenza? Per il giornalista Guglielmo Pepe, firma storica di Repubblica-Salute che ha anche diretto, questi soggetti invece dovrebbero “essere presi a calci e allontanati” dai loro posti di lavoro165. Dello stesso parere è anche Daniela Minerva del settimanale L’Espresso: “se c’è un medico che sbaglia, – ha dichiarato – fategli fare qualche altra cosa”166

Note: 

162. Labella B. e Caracci G., L’indagine Agenas, cit.
163. Cfr. Malpractice, il grande caos, I dossier Ania, cit.
164. Cusmai E., Sempre più medici denunciati, cit.
165. Pepe G., Medici sempre innocenti?, http://pepe.blogautore.repubblica.it, 31 gennaio 2013.
166. Antoniotti E., Intervista a Daniela Minerva. “Gli Ordini devono fare più lobby”, in La Professione, anno XII, numero 1, 2011, p.202