16. In Italia, grazie a leggi inapplicate e all’inesistenza di reali controlli e vere valutazioni, alcuni, nonostante l’incapacità e l’ignoranza professionale, riescono a fare carriera fino a occupare posti di grande responsabilità. Non so se le persone che hanno avuto in cura Chiara appartengono a questa categoria umana poiché non conosco i loro curricula. Non faccio comunque riferimento a casi specifici, ma a situazioni teoriche che possono verificarsi nelle strutture sanitarie, grazie proprio alla mancanza di controlli.

Quello che descriverò è la possibilità data dal sistema a un sanitario ignorante e impreparato, ma con le amicizie giuste e altolocate, di fare una brillante carriera professionale, “forzando” leggermente e con discrezione le regole. E, paradosso tra i paradossi, i medici addirittura riescono a farsi anche un nome in ambito scientifico. Naturalmente in ambiti molto ristretti, visto che le università italiane – anche e soprattutto per la presenza di questi personaggi mediocri che obbligano i più bravi a emigrare all’estero – sono praticamente assenti dalle classifiche delle migliori del mondo. Appena quattro occupano gli ultimi posti di un lungo elenco di ben 250 atenei. La prima italiana è l’Università di Bologna che si trova al 188.mo posto20

Quindi, a livello scientifico questi personaggi hanno un peso modesto, occupano un posto che in genere non meritano, però in tanti convegni e seminari pontificano senza nessuna vergogna. Convegni anche importanti in cui riescono a infilarsi tramite parenti, amici e politici compiacenti. Il nome gira ed è quello che più conta: fa cassa. E quanta professionalità hanno a incassare le parcelle!

Note: 

20. Franchin A., Quali solo le migliori università del mondo, in Internazionale, 13 settembre 2013