83. Il “prendersi cura” del cittadino ha comunque un costo. “Quanto si dovrebbe investire – si chiede Fuchs –  nei relativi servizi? Chi dovrebbe finanziarli? Se si decide che a prendersi cura dovrebbero essere i medici con la loro sofisticata preparazione specialistica, i costi non potranno che essere elevati, solo un’efficienza altrettanto alta dei medici nel prendersi cura giustificherebbe una scelta di questo tipo. Ancora: esiste un obbligo morale dello Stato riguardo al prendersi cura e in che misura?”103

Vi chiedo a questo punto un po’ più di attenzione perché quest’ultimo concetto è molto importante. Fuchs quando scrive si riferisce al servizio sanitario degli Stati Uniti, dove la tutela della salute non è un diritto come in Italia, ma una responsabilità personale.

 

84. In Italia non esiste un “obbligo morale dello Stato”. La tutela della salute è un diritto costituzionale, sancito dall’articolo 32 della Carta. La nostra Costituzione è stata la prima al mondo a riconoscere questo diritto che “ha costituito per lungo tempo un unicum nell’ambito delle carte costituzionali democratiche contemporanee”104. Non solo. La Costituzione italiana è stata una antesignana per aver puntato tutto sulla centralità del cittadino, che “costituisce uno dei cardini dell’ordinamento costituzionale italiano”105

Nel primo periodo del primo comma dell’articolo 32 leggiamo infatti, “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività… ". “Parole semplici – ha rilevato il presidente emerito della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick – dunque un diritto, per di più fondamentale per ciascuno di noi; ed è l’unica volta in cui la Costituzione utilizza questa qualificazione”106

A rinforzare ulteriormente la centralità della persona è il terzo periodo del secondo comma dell’articolo 32, laddove enuncia che “la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. In pratica la Costituzione, “fatto unico – ha osservato il giurista Stefano Rodotà – pone un limite all’onnipotenza del Parlamento e alla stessa legge impedendo di travalicare non la dignità umana, ma la persona nella sua completa interezza, di cui la dignità è uno degli attributi. È un’indicazione fortissima e questo enunciato è guardato con molta ammirazione dai costituzionalisti stranieri”107. Una norma chiara quindi che gli operatori sanitari dovrebbero tenere sempre presente. 

Note: 

103. Fuchs, cit., pp. 91-92.
104.  Cfr. Libro bianco sui principi fondamentali del Servizio sanitario nazionale, Luiss “Guido Carli”, Centro di ricerca sulle amministrazioni pubbliche “V.Bachelet, Roma, 2008, p.13.
105.  Ivi., p.18.
106.  Flick G.M., La salute nella Costituzione italiana, in Centenario dell’istituzione degli ordini dei medici. Cento anni di professione al servizio del Paese, Fnomceo, Roma, 2010, p.14.
107. Rodotà S., intervento alla presentazione del libro “Con le periferie nel cuore”, cit.