120. Alle 4 del mattino sento entrare l’infermiera. Si avvicina a Chiara con una torcia elettrica accesa e la chiama. Poi si avvicina a me e dice che Chiara non risponde, che praticamente era morta. E aggiunge che devo “uscire subito” dalla stanza perché deve “preparare” il corpo. Non che deve chiamare il medico, ma deve “preparare” il corpo.

Questa fretta di “preparare” il corpo l’ho trovata molto strana. Così mentre sto finendo di allacciare la prima scarpa, non solo entra l’infermiera del reparto ma con lei arrivano altre tre infermiere perfettamente vestite e sveglie come se fosse stato mezzogiorno. Che efficienza, ho pensato, per i morti! Arrivano di notte in meno di 30 secondi! Invece di giorno fanno attendere i malati anche ore.

Da quando era ricoverata Chiara, di notte uscivo spesso dalla stanza per andare sul balcone della corsia. In tutte le notti, non ho mai notato niente che mi facesse dubitare che non fosse notte fonda. Invece quella notte è stata diversa…

A distanza di tempo vorrei sapere, come è potuto accadere che l’infermiera sia uscita dalla stanza, abbia chiamato altro personale che si è precipitato nella stanza in meno di un minuto? Personale, tra l’altro, che non era comunque in servizio nel reparto dove Chiara era ricoverata.