27. Pensavo tutte queste cose mentre seguivo il cadavere di Chiara che stava per arrivare all’obitorio. Immaginavo francamente qualcosa di molto diverso. Il Policlinico Gemelli è una struttura sanitaria cattolica. Anzi san Giovanni Paolo II l’ha definita “Vaticano 3”29. “Vaticano 3” non solo come sua terza residenza per via dei continui ricoveri, ma anche perché il Gemelli rappresenta, come continua a evidenziare la dirigenza del policlinico, una delle strutture sanitarie cattoliche per antonomasia. Il Centro di Bioetica, che ha sede proprio all’interno di questa struttura, è uno degli organismi più autorevoli per rilasciare pareri a tutto il mondo cattolico. 

Purtroppo, però, ho dovuto constatare che per il paziente, o meglio per Chiara, nelle due settimane di ricovero che hanno preceduto la morte, non c’è stata nessuna attenzione e partecipazione del personale. E mi sono molto ricreduto nei confronti del Gemelli su quella “presa in carico” sbandierata di continuo, anche nella Carta dei servizi del policlinico, che si trova su internet.

 

28. Chiara invece è stata abbandonata e posta al centro solo del menefreghismo e della superficialità. Totale assenza di partecipazione e constante disinteresse di gran parte del personale. 

Stesse superficialità e negligenze ho notato nella gestione del cadavere. Non annoio citando la moltitudine di padri della Chiesa, teologi e religiosi, che si sono espressi sin dai primi secoli cristiani sulla sacralità del cadavere, sulla veglia di preghiera e via discorrendo. Al Gemelli, in questo caso, non ho trovato niente che mi facesse pensare alla Chiesa, né all’Italia e alle sue leggi laiche ma, in questo caso, impregnate da tanta pietas. Mi è stato tutto e continuamente vietato. 

Devo anche rilevare che nella Carta dei servizi del policlinico al decesso non viene dedicato nulla, se non gli adempimenti burocratici. Mentre il Regolamento per la gestione della medicina necroscopica e di polizia mortuaria, in omaggio alla trasparenza, su Internet non si trova. 

Note: 

29. Giovanni Paolo II, domenica 13 ottobre 1996, dopo la recita dell'Angelus Domini dalla finestra della sua stanza al Policlinico Gemelli, ha salutato i pellegrini nel cortile dell’ospedale con queste parole: “Saluto cordialmente tutti i presenti raccolti in questo, direi ‘Vaticano numero tre’ perché il ‘Vaticano numero uno’ è Piazza San Pietro. Il numero due è Castel Gandolfo. Il numero tre è diventato il Policlinico Gemelli. E così, dall'anno 1981, vediamo anche nel 1996, dopo quindici anni, si verifica il ‘Vaticano numero tre’”. Cfr. http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/ angelus/1996/documents/hf_jp-ii_ang_19961013_it.html.