41. Ma i problemi relativi alla paracentesi sono continuati. Alcuni tra il personale sia medico che infermieristico sono riusciti a creare intorno a Chiara un ambiente teso e nevoso, che ha molto condizionato la permanenza di mia moglie in quel reparto. Cercavo di sminuire, molte volte con successo, il comportamento rigido che alcuni sanitari avevano verso Chiara, ma francamente anche per me era una cosa inspiegabile il perché assumessero questo atteggiamento. Chiara non poteva lamentarsi o fare una critica, che subito c’era la persona che rispondeva a tono oppure, cosa ancora più antipatica, non rispondeva affatto. 

Non si sa come, comunque, ma il disappunto di Chiara verso il radiologo è balzato nel reparto, quasi prima del suo arrivo. E indovinate chi si è trovata davanti Chiara? L’infermiera che le ha causato l’ematoma al braccio! In quei giorni c’era quasi sempre lei di turno. Così mentre predispone i dispositivi medici per permettere il completamento dell’evacuazione del liquido ascitico, dice a Chiara che non può assumere un atteggiamento critico e deve fidarsi dei medici. 

 

42. Chiara è rimasta molto strana perché era la prima volta che in quel reparto veniva trattata con quel tono e con quei modi. Lo frequentava dal 2008 e con molte infermiere aveva instaurato anche un bel rapporto soprattutto perché apprezzava i modi gentili che avevano nel trattare i malati. 

Inoltre Chiara si è sempre fidata dei medici del Gemelli nei ricoveri precedenti. Perché non solo assecondavano le sue richieste, ma quando non potevano le spiegavano perché. E Chiara ha sempre capito. In questo ultimo ricovero le è sembrato di stare, più che in un ospedale, in un carcere antico, dove si esigeva un comportamento esclusivamente incentrato su silenzio e disciplina.